Quando pensiamo alle formiche in giardino o nell’orto, spesso il primo istinto è quello di preoccuparsi. Ma se vi dicessimo che tra le zolle della Fattoria Attanasio si nasconde un piccolo esercito di ecologisti a sei zampe, capaci di fare il lavoro di un vero e proprio contadino? Oggi facciamo biowatching ravvicinato e andiamo a conoscere una specie affascinante che potreste calpestare senza saperlo: Messor wasmanni.
L’etimologia: un nome da raccoglitrici
Per capire chi abbiamo davanti, basta guardare il loro nome scientifico:
-
Messor: deriva dal latino e significa letteralmente “mietitore” o “mietitrice”. Un nome perfetto, dato che la loro intera esistenza ruota attorno alla raccolta dei semi.
-
wasmanni: è un omaggio a Erich Wasmann, un gesuita ed entomologo austriaco vissuto tra l’Ottocento e il Novecento, famoso per i suoi studi pionieristici sulle formiche e sui loro ospiti.
Come riconoscerla (e non confonderla)
Non tutte le formiche sono uguali! Se fate biowatching nei pressi dei nostri sentieri o bordi dell’orto, ecco come identificare la Messor wasmanni:
-
Il colore: Hanno una colorazione caratteristica. Il corpo è prevalentemente nero lucido, ma il formicaio ospita operaie con la testa e parte del torace di una bellissima sfumatura rosso-mattone scuro.
-
Il polimorfismo (le dimensioni contano): Se osservate la colonna in marcia, noterete formiche di dimensioni categoricamente diverse. Ci sono le operaie minor (piccole e agili) e le imponenti operaie major (o “soldati”), dotate di una testa enorme e mandibole possenti, che servono a frantumare i semi più duri.
-
Le autostrade dei semi: A differenza di altre specie, le Messor creano delle vere e proprie “autostrade” pulite da rametti ed erba, larghe un paio di centimetri, lungo le quali trasportano i semi verso il nido.
Perché averle in giardino o nell’orto è un grande vantaggio?
Sfatiamo un mito: Messor wasmanni non attacca le piante coltivate e non alleva gli afidi (a differenza di altre formiche che “mungono” i parassiti sui nostri pomodori). Sono fondamentalmente granivore. Ecco i loro superpoteri ecologici:
-
Seminatrici invisibili (Mirmecocoria): Durante il trasporto, molte sementi cadono o vengono perse lungo la strada. In questo modo, le formiche aiutano la flora spontanea a diffondersi, piantando letteralmente nuovi fiori e piante utili alla biodiversità.
-
Aratrici del sottosuolo: Scavando fitti tunnel per immagazzinare il cibo, aerano il terreno profondamente. Questo permette all’acqua piovana di penetrare meglio e alle radici delle piante di respirare.
-
Pulizia dai semi delle “erbacce”: Raccolgono enormi quantità di semi di piante pioniere e infestanti, riducendone la proliferazione in modo del tutto naturale, senza bisogno di diserbanti chimici.
Il “pane delle formiche“
I semi crudi e secchi non possono essere digeriti dalle formiche. Le operaie major, quindi, usano le loro potenti mandibole per triturare i semi, impastandoli con la saliva. Creano così il “pane delle formiche”, una sostanza gelatinosa e ricca di nutrimento che serve a sfamare l’intera colonia e le larve. Se il pane rischia di germogliare a causa dell’umidità, le formiche lo portano fuori al sole ad asciugare per bloccare il processo!


